Nella città ai piedi dei Colli Berici: la Basilica Palladiana

Vicenza e i Colli Berici.

La parte settentrionale dei Colli Berici scende gradualmente verso la città di Vicenza e vi entra, fino a lambire il centro storico. Dai rilievi orientali di Campedello a quelli occidentali di Gogna, nell’area cittadina i colli sono ricchi di ville palladiane e ville venete, di parchi, di aree naturali e scorci paesaggistici. E sono rocchi di storia.
La città, antica, offre bellezze uniche e gioielli architettonici riconosciuti per il loro valore in tutto il mondo. Molti dichiarati Patrimonio Universale dell’umanità dall’Unesco.
Una di queste è la Basilica Palladiana.

Un capolavoro di Andrea Palladio nel cuore della città

La Basilica Palladiana è una delle più grandi opere monumentali realizzate da Andrea Palladio.
È un edificio di una bellezza unica, ammirato e studiato non solo in Italia ma in tutto il mondo, e situato nel luogo più rappresentativo della città di Vicenza, Piazza dei Signori, già foro romano.
Palladio ottenne l’incarico di ristrutturare la facciata dell’antico Palazzo della Ragione, un grande edificio gotico in mattoni – ancora presente ed osservabile passando sotto le gallerie della Basilica – che serviva come sala riunione del Gran Consiglio.
L’idea era di migliorarne l’aspetto estetico e di nobilitare il palazzo.
Il progetto che Palladio ideò, si basava sulla ripetizione di una struttura composta da archi con due aperture laterali rettangolari: la ripetizione di questa struttura, detta serliana, è quella che oggi si  può ammirare nei due loggioni che circondano l’edificio.
Si accede alla loggia superiore attraverso una scala marmorea del Quattrocento. Qui c’è l’ingresso della grande sala, con la sua caratteristica copertura in rame a forma di carena rovesciata.
Fu Palladio stesso a dare all’edificio il nome di “Basilica”, dato che ai suoi tempi questo termine non indicava una chiesa, ma piuttosto un’aula di incontro o un’aula del tribunale. La pietra bianca utilizzata per costruirla proviene da Piovene Rocchette.
I lavori iniziarono nel 1546 e terminarono, eseguiti a più rirese, nel 1614.

Tutti i diritti su testi, foto e video sono riservati © G. Sgreva

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